La tecnica dello stile Kuchipudi
Dall’Abhinayadarpana:
… la danzatrice deve cantare dalle sue labbra, mostrare con gli occhi lo stato d’animo, esprimere con i gesti delle mani il significato della storia e battere il ritmo con i piedi…
Dove vanno le mani, segue lo sguardo,
dove conduce lo sguardo, là deve seguire la mente,
dove risiede la mente, è generata l’emozione,
dove è creata l’emozione, là sorge il sentimento.
Secondo l’Abhinayadarpana ed altri trattati, la danza è divisa in tre categorie distinte; “natya”, definisce la rappresentazione teatrale – il dramma danzato, quindi il racconto di storie e miti attraverso parole, musica e danza, “nrtya”, è la combinazione di danza ed espressioni del viso e del corpo che esprime emozioni (rasa) e sentimenti (bhava) nrtta” o danza pura, in cui non viene trasmesso alcun significato o sentimento ma solo bellezza e armonia.
I nove rasa
Tutte le arti di scena si basano sulla fondamentale teoria dei “sapori” o “essenze” (rasa), comune a tutta l’estetica indiana. Secondo tale teoria, il sapore è ciò che si sprigiona dalla: percezione dei differenti stati o emozioni (bhava), e sono ispirati quindi, in particolare, dalla contemplazione di un’opera d’arte o di un’esibizione musicale, teatrale o coreografica. I rasa sono tradizionalmente nove:
SRUNGARA: amore e passione, erotismo
KARUNA: compassione, pietà, tristezza
RAUDRA: rabbia
ADBHUTHA: meraviglia
BHAYANKARA: paura
BIHIBITSA: disgusto, repulsione
VEERA: rappresenta il potere e la forza fisica
HASYA: sentimento comico - ridere di gusto, ridere di qualcuno o per qualcosa di divertente
SHANTA: pace e serenità
L’intero corpo del danzatore è coinvolto in un’esecuzione complessa e coordinata.
I principali movimenti interessano le mani, i “hasta bhedha”, che creano con la mano singola “asamyuta hasta” o con le due mani “samyuta hasta”, uccelli, Dei, fiori, gli occhi “drishti bhedha”, la testa “shiro bhedha”, e il collo “gria bhedha”.
I movimenti fondamentali del corpo sono 108 e si chiamano Karana ed hanno origine da posizioni di base o sthana.
Elementi essenziali del codice estetico e del fascino della danza indiana sono il trucco, la decorazione dei capelli, l'abbigliamento e gli ornamenti. Gioielli in argento ricoperti d'oro usati tradizionalmente per ornare le divinità e ghirlande profumate di fiori in boccio ornano la testa, le orecchie, il collo, le braccia e la vita dei danzatori di Kuchipudi.
Tra tutti i kinkini (antico termine Sanscrito), ghunguroo (temine comunemente usato in India), stretti alle caviglie da un filo indaco, sono preziosi e fondamentali nella danza, ornamento e strumento musicale ad un tempo, sottolineano con il loro suono i movimenti del corpo. Sono piccole sfere in acciaio racchiuse da un involucro di bronzo fissate su una base rigida e ne vengono utilizzate 75 per ciascuna caviglia.